Back in Blues vuol dire anche arte, teatro, eventi culturali, rassegne e mostre.
Nel 2000 la Back in Blues realizza la sua prima esperienza teatrale: Il Blues di Malaussène (con musiche di Davide Carafoli e Diego Donelli), dall'omonimo personaggio dei romanzi di Daniel Pennac. Lo spettacolo viene rappresentato per un’intera estate nelle piazze e nei teatri del sud milanese. Il progetto viene realizzato con l’Associazione Progetti Culturali e vede la partecipazione di Ferruccio Filippazzi nella veste di attore e voce narrante.
Nel 2006 la Back in Blues progetta uno spettacolo teatrale che delinea un omaggio alle figure femminili della black music. Lo spettacolo viene realizzato in coproduzione con il Teatro di Casalpusterlengo (LO) e messo in scena per la "prima" in occasione della giornata internazionale della donna, 8 marzo 2006.

Il blues è soltanto una donna
Nei pensieri di un uomo,
…
Il blues è un dannato brivido, un freddo
Che ti fa tremare
“Il blues è un territorio quasi esclusivamente maschile, anche se capita pure alle donne
di avere il blues e di cantarlo: ma nella terra in cui è nato il blues la maggior parte dei
musicisti, veri o presunti, dei professionisti affermati o aspiranti tali che, come si diceva, “seguivano il blues”, portavano i pantaloni”.
(Alan Lomax)
La Back in Blues Band, in collaborazione con il Teatro Comunale di Casalpusterlengo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Casalpusterlengo,
la Provincia di Lodi, CGIL, CISL UIL Lodi, è lieta di presentare uno
spettacolo forte ed innovativo, uno spettacolo teatrale e musicale che mette
al centro le figure femminili della black music, da Bessie Smith ai giorni
nostri, attraverso artiste come Tina Turner ed Aretha Franklin,
raccontando la storia accidentata dei diritti delle donne nel novecento.
La musica, la recitazione e la pittura si mescolano in una storia lunga un
secolo, una storia di donne che conquistano, attraverso la metafora
narrativa, spazio e diritti, anche se il compimento delle reali pari
opportunità è una strada non percorsa sino in fondo, ancora nel 2006,
sessantesimo anniversario del diritto di voto alle donne in Italia. (Comunicato stampa, febbraio 2006)
Attori: Silvia Soncini, Vittorio Vaccaro
Parla il regista, Antonio Vaccaro:
"È un embrione, è uno studio, è un rapporto, è un assemblaggio di generi, è un divenire, è arte. Per me è arte tutto ciò che si può plasmare, ed è per questo che vedo in “ Il Colore della Voce” la forza di mettere insieme su un palco, musica, teatro e arte figurativa. Sono stato invitato dalla Back in Blues per cercare di mettere insieme le loro idee, i loro sentimenti e la loro voglia di trasmettere ciò che hanno dentro come artisti ma anche come persone. Ottimi musicisti, belle voci e soprattutto splendidi individui.
Dico questo perché per poter lavorare bene un regista ha bisogno che dall’altra parte ci sia una fiducia assoluta per chi guida, se così non è credo che sia difficile poter creare. Grazie a questa loro qualità siamo riusciti a sviluppare e sperimentare, anche se il poco tempo a disposizione è stato nostro nemico, riuscendo a strizzare ogni singolo minuto per arrivare a dare un volto a “ Il Colore della Voce ”.
Io dico che è ancora in embrione perché è dalla fine di un percorso che inizia il vero lavoro.
Le voci scandiscono ricordi, emozioni, esperienze, vittorie e sconfitte. La musica accompagna la vita di alcune figure femminili, rappresentative per il genere utilizzato “Il Blues”. Figure che hanno amato e odiato, sofferto e riso, hanno ecceduto talvolta pagandone le conseguenze, figure che hanno lottato per dei valori! L’arte figurativa è la ciliegina sulla torta in grado di sottolineare come le porte della vita rappresentino delle scelte. Ma si deve avere il coraggio per poter aprire una porta, perché anche se si riesce , dietro, la porta esiste ancora.
Questa porta che hai lasciato dietro di te, l’hai chiusa o l’hai lasciata aperta?"
Vittorio Vaccaro